sabato 29 ottobre 2011

Di Hegel e varie bulimie

Frutto di peregrinazioni internettiane fu ieri la scoperta di questa trasmissione della tv argentina. Un programma interessantissimo di filosofia, ben fatto, ben strutturato, ben raccontato. Insomma m'ha riappacificato con uno dei filosofi più ostici, il caro Hegel.





Sono tre video che parlano della dialettica "del amo y del esclavo", del padrone e del servo. Ad un certo punto si passa dalla filosofia al cinema, ed ecco che spunta un filmone italiano (vabbeh, co-produzione francese) che è la grande abbuffata:

La rappresentazione del suicidio per bulimia, de consumo fine a sé stesso di cibo e di sesso (e a tal proposito, annessi e connessi, vi rimando qui).

Spiega il video:
"Los amos van a morir comiendo, intoxicados con su propria comida, lo que nosotros a lo largo de los años hemos visto es que la burguesia sigue comiendo y no muere".

Quello che dice Hegel è anche che il servo arriva a superare il padrone attraverso il proprio lavoro, perché con il lavoro modifica la realtà e crea la cultura, mentre il padrone degenera nell'ozio e nel godimento dei beni altrui (si, l'ho ammazzato un po', ma perdonatemi). 
Ma oggi, forse, abbiamo davanti la vendetta del padrone. Oggi in cui ci viene portato via il lavoro e si viene illusi dal compromesso del godimento relativo.
Insomma forse, dico forse, la vendetta è questa qui...

lunedì 17 ottobre 2011

Diario barceloné/ arrivare sani e salvi a una casa

Quella non è la casa che potete sperare di trovare e lei non è un intermediario. Sembrerà ovvio ma è sempre meglio dirlo....

Dunque, considerato che ormai sono a Barcellona da una settimana e mezza e che ce l'ho fatta a raggiungere la prima agognata meta, ossia trovare un domicilio utile, eccomi a elargire consigli a chi, come me, ha intenzione di installarsi nella capitale catalana.

Lecciòn 1- sopravvivere a plaça  Catalunya...
e ai dintorni. Perché, certo, ve lo dicono tutti di stare attenti ai borseggiatori, ma è facile prenderlo come il classico consiglio di default: in tutte le grandi città bisona stare un po' attenti. No, non è così. A Barcellona mi han detto che è da un po' di tempo che tira un'aria decisamente brutta. E posso confermare per esperienza personale (e lo dico da una che è stata in metro a Napoli e alla stazione Termini a Roma). State attenti, soprattutto all'entrata della metro, soprattutto se vi avvicina una coppia magari bisognosa d'aiuto. Siate scortesi. E meglio ancora, se siete belli carichi, sarebbe arrivare all'albergo/ostello in taxi.

Lecciòn 2 - trovare una sistemazione...
Do per scontato che vogliate trovare casa da soli una volta arrivati in città. E do per scontato che abbiate già un posto dove fermarvi qualche giorno (e se non ce l'avete vi consiglio questo posto qui...). Do anche per scontato che abbiate fatto qualche indagine nel web e sappiate su quali siti iniziare a cercare e quali siano le fregature da schivare on-line (prima fra tutte il fatto di mandare dei soldi veri in cambio di promesse...).

Dunque siete alla ricerca. Intanto dovete capire da chi affittare e con chi condividere l'appartamento.
Vi sono gli appartamenti per studenti affittati da altri studenti sotto varie forme di condivisione-subaffitto più o meno legale. Senza dubbio la scelta migliore e più "tradizionale" se siete studenti. Di solito vi verrà chiesta una caparra e di rimanere nell'appartamento per un periodo minimo. Potrebbe esservi chiesto di ripassare, perché tutti i coinquilini possano conoscervi e sottoporvi al "casting".

Poi gli appartamenti di lavoratori per lavoratori. Situazione analoga alla precedente, ma in cui i coinquilini potrebbero avere più ampio range d'età. Da valutare.

Appartamenti di coppie, famiglie, padri separati o madri single. Qui c'è il problema che si va a vivere con qualcuno che può essere proprietario dell'appartamento o di ciò che l'appartamento contiene. Fondamentale sarebbe quindi farsi un'idea di chi l'appartamento lo affitta e sui margini di buona convivenza che possano esserci. Il vantaggio è che, di solito, non viene richiesta caparra e che dovrebbe essere abbastanza facile sganciarsi. Meglio comunque a questo punto optare per l'anziano: ci sono infatti dei pensionati che affittano stanze a studenti. Può essere una buona soluzione d'emergenza. In ogni caso, se siete frequentanti, informatevi presso l'Università di Barcellona, che a quanto ne so, ha un progetto a tal riguardo.

Ultimo: l'intermediario. Fuggiteli come la peste. A volte dicono di essere padroni di casa, forse lo sono in ogni caso meglio non fidarsi. Non danno generalità e vi faranno vedere un appartamento sempre vuoto, o perché siete i primi ad entrare, o perchè i vostri compagni di casa sono al momento (guardacaso tutti) assenti. Ovviamente con il diritto di mettervi in casa chi pare meglio a loro. Situazioni pericolosissime in cui si parla con personaggi loschi. Ascoltate me, evitateli. O se proprio volete buttare dei soldi affidatevi a una agenzia. Una vera, registrata e in cui potete fisicamente entrare. Almeno lì sono (o dovrebbero essere) seri...

Il secondo problema è in che zona cercare. Lì dipende da voi. Io eviterei la zona più centrale, Ramblas e Raval. Certo, magari trovate la stanza perfetta, la perla rara in un mare di merda. Ma vi richiederà un sacco di tempo e un sacco di appartamenti da vedere. Se avete tempo da perdere...Mi hanno suggerito di non andare oltre Santa Eulalia con la linea rossa/blu. Mi hanno consigliato anche la zona del Clot. Mi hanno detto che il Poblenou non è male, ma non è che mi abbia fatto chissà che impressione. Ho visto diversi appartamenti in zona Sagrera: la zona non è male ma le stanze che ho visto erano tutte "interior"*e veramente veramente piccole.

In ogni caso i primi giorni li passerete girando in lungo e in largo. Non abbiate fretta (questo me l'hanno detto tutti: non avere fretta...), girate, guardate, considerate quello che volete e quello che realisticamente potete aspettarvi, fatevi un'idea del rapporto qualità prezzo. E poi vedrete che inizierete a scremare gli annunci prima ancora di telefonare e prendere contatto. Saranno momenti difficili e frustranti: Barcellona è una città enorme e anche con la metro vi sembrerà di buttare un sacco di tempo e soldi per nulla.
Rilassatevi, cercate di avere un atteggiamento zen e non accontentatevi del primo buco che trovate. Valutate bene di chi fidarvi. Chiedete consiglio a compagni di corso e a chi conosce meglio la città. Provate magari a spargere lavoce. E non abbiate paura: serve tempo, ma una buona sistemazione la si trova.

Si chiama "interior" quella stanza che ha una finestra che dà a una specie di cortile interno su cui, solitamente, danno anche i fumi delle cucine ecc. Con il risultato che se il palazzo è alto e l'appartamento ai primi piani e il cortile interno piccolo dalla finestra non arriva luce e non arriva aria. Una finestra pro-forma.



video

martedì 4 ottobre 2011

In squero

E così sono a casa. Prima del mio ritorno avrei voluto scrivere su quanto è bella la Baviera, postando foto dei bassi monti innevati dell'Altmühltal, parlando della chiesa fortezza di Kinding e dei campi di luppolo, di Beilngries e dei suoi campanili che svettano in verde e oro. Avrei voluto parlare degli amici che ho trovato là e del Caffè Veneto, ritrovo di varia umanità italica, e di una cena a base di lumache in umido e vin rosso e 24 mila baci a far colonna sonora che pareva di stare dentro a un film. E di quelle strade che attraversano boschi e altipiani su cui uno non vorrebbe smettere di andare mai.

Avrei voluto fare tanto e vedere tante cose. E ora, dopo nove mesi, mi vivo la stranezza di stare a casa in via provvisoria.

In attesa di partire, un'altra volta, per un'altra destinazione. Si va a Barcellona, sto giro ci si dovrebbe fermare tre anni, salvo eventuali, immancabili imprevisti. 
Facciamo le valigie e prepariamoci. Dopotutto domani è un altro viaggio. 

 

venerdì 19 agosto 2011

Natural born killer

L'ho adottata da qualche settimana ed è la gioia dei miei occhi. Questa piantina dall'aria un po' strana è in realtà una autentica sterminatrice di mosche, moscerini e affini (con le vespe, poverina, ancora non ce la fa...). Si tratta di una Sarracenia, una pianta originaria del Nord America, di cui esistono in natura diverse specie e dalle quali sono stati creati tantissimi ibridi (tra i quali la mia...).

In pratica attira gli insetti con del nettare. Questi succhiano ignari il ben di dio finché finiscono per cadere nei tubi da dove non riescono più a risalire. E rimangono lì, a dibattersi in preda all'agonia mentre la piantina se li digerisce con calma traendone l'azoto di cui abbisogna. Cattivella eh? E se anche qualche fortunato dovesse sfuggire prima di cadere in trappola... beh, non preoccupatevi, tornerà. Il dolce succo che produce la mia piccola meraviglia rappresenta per molti insetti un richiamo irresistibile...

 


Qui trovate un primo piano di uno degli ascidi (i "tubi"), che altro non sono che foglie modificate. Si vedono bene i peletti che servono a far perdere l'equilibrio alle prede e che impediscono loro di sfuggire alla trappola. La forma a tubo, poi, fa il resto del lavoro...


Sarà che mangia parecchio ma pare che da me si trovi bene. Da quando ce l'ho è anche cresciuta, cosa che un poco mi stupisce, visto che sono nata del tutto sprovvista di pollice verde.
 

Se resiste, il prossimo inverno le regalerò un vaso più grande così da avere più spazio, ma tranquilli, non credo diventerà mai come questa....

giovedì 9 giugno 2011

Solo un'altra partita

 Centurioni che giocano a dadi - Sagrada Familia

Del rapporto CENSIS ne abbiamo scritto e commentato in tanti. E la cosa per me potrebbe anche finire lì, non fosse che mi era rimasto qualcosa a ronzare, qui nella testa, e che ha deciso di uscire proprio adesso.
La via d'uscita in questo caso è stata aperta da un articolo dell'"Unità" su Sabina Guzzanti. L'attrice si è unita a un comitato di quartiere contro l'apertura di un Casinò - Sala Bingo.

E bona lì.

Torniamo al rapporto CENSIS. Parte dalla conclusione che vi sarebbe un sempre minore controllo degli impulsi da parte del cittadino medio italiano. A suffragio una serie di dati su diversi settori: dall'aumento dei reati contro la persona, al minor rispetto di valori condivisi, al maggiore uso di antidepressivi, fino alla diffusione della chirurgia estetica e all'accesso ai social networks.

Di questo hanno parlato, chi meglio chi (purtroppo) peggio un po' tutti.

Ma.

Il rapporto CENSIS aveva altri due paragrafi che nessuno ha citato, anche perché non compresi nel comunicato stampa (a cui i "giornali" hanno cambiato due parole e tre virgole per riprodurlo pari pari, d'altronde, è così che si lavora no?). Uno dei paragrafi tratta il problema di consumo compulsivo, e inizia così:

L’offerta ininterrotta, che è il tratto costitutivo della società dei consumi, è un meccanismo potente che offre a tutti la possibilità di possedere oggetti, relazioni, notizie e conoscenze mai desiderate, che determina una domanda spesso pulsionale, ma in fondo obbligata, di ciò che non si è veramente mai desiderato. Una dimensione pulsionale è quindi certamente ravvisabile anche nella corsa all’acquisizione quasi febbrile degli oggetti.(l'evidenziato è mio)

e prosegue:
Tuttavia, è possibile ritenere che a compiere periodicamente acquisti compulsivi sono quote molto più ampie della popolazione adulta, fino al 90%, e d’altra parte la categoria di “acquisto d’impulso” è notoriamente un caposaldo del marketing, a testimonianza di quanto la pulsione, per definizione improvvisa e incontrollata, giochi un ruolo centrale nelle strategie di promozione e di vendita di beni. 

infine:
E anche a livello macro è in qualche modo possibile evidenziare il legame che connette l’agire impulsivo e il consumo. Infatti, andando oltre la prospettiva economicistica, secondo la quale i consumi delle famiglie rappresentano uno degli elementi portanti del sistema economico del Paese, ed adottandone invece una antropologica, e osservando in questa chiave meno consueta i comportamenti di consumo delle famiglie italiane alla luce dell’andamento complessivo dell’economia nazionale, i dati mettono in luce come i consumi tendano ad avere un andamento meno razionale di quanto ci si potrebbe aspettare.

Ora, sono cose che non sta molto bene dire, specie in un momento di vacche magre, ristagno dei consumi e mancata crescita dell'economia.
Passiamo all'altro paragrafo del rapporto casualmente ignorato dal comunicato stampa. Tratta del gioco d'azzardo. quello legalizzato.

Le dipendenze da gioco d’azzardo sono cresciute enormemente in questi ultimi anni, riducendo progressivamente anche la loro connotazione di genere: con un meccanismo potente di rinforzo reciproco è aumentata l’accessibilità al gioco, la proporzione dei giocatori insieme all’incidenza delle forme patologiche o problematiche.
Nel giro di pochi anni il volume di affari delle scommesse e dei giochi legali ha mostrato una crescita esponenziale, secondo i dati diffusi dall’ AAMS (Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato), nel 2010 la raccolta complessiva è stata di oltre 60 miliardi di euro, contro i 53 dell’anno precedente, mentre uno studio realizzato da Nomisma nel 2007 valutava per quell’anno in poco più di 40 miliardi il volume economico del gioco legale. (Di questa raccolta il 70% circa viene restituita in vincite).



L’analisi più approfondita dei dati AAMS del 2010, per altro, evidenzia come la fattispecie di gioco cui è riconducibile più della metà della spesa sia quella degli “apparecchi”, ossia le slot e le videolotteries, proprio la forma più solitaria di gioco d’azzardo, fondata sul rapporto esclusivo del giocatore con la macchina, priva di ogni parvenza di socializzazione del gioco e ad alto rischio di comportamenti compulsivi.

La statistica dice anche però che quasi la metà della raccolta è costituita da giochi che hanno un grande interesse per lo Stato: lotterie (15,3%), lotto e giochi numerici (14,4%), gioco a base ippica e sportiva (10,2%), bingo (3,1%). Totale 43%. E i danni del gioco compulsivo ben li conosciamo.


Tirando le somme: quello che mi piacerebbe sapere è chi para il culo a chi e perché.

mercoledì 20 aprile 2011

Peccato....

 

Dell'ultima fatica di Nanni Moretti hanno parlato, e stanno parlando, in tanti. Del vespaio di reazioni che sta suscitando presso certe figure dentro alla Chiesa, pure. Una in particolare mi ha colpito, quella dell'arcivescovo di Salerno, Gerardo Pierro. Cito da Pontifex (buon sito per ogni laico che vopglia farsi quattro risate):

Se una cosa del genere la avessero fatta agli islamici o agli ebrei?  "gli ebrei avrebbero strepitato, invocato ogni sorta di proibizione, gli islamici forse avrebbero incendiato i cinema o tentato di uccidere per blasfemia il regista. Credo che molti oggi approfittino della tradizionale mitezza dei cattolici, che spesso viene presa per dabbenaggine o rassegnazione. Ecco, senza invocare atti antidemocratici [...]

A parte l'affermazione che è in odore, neanche troppo vago, di razzismo, una cosa mi verrebbe da dire...

Brutta bestia l'invidia eh...

sabato 16 aprile 2011

Calde lacrime e un esempio da seguire



Apro la webpage di Repubblica e.. che mi trovo? Berlusconi che davanti ad una platea di "mamme" (sempre buone le mamme), tuona ancora una volta contro la scuola pubblica e gli insegnanti di sinistra che, obbedendo a una stana missione continuano pervicacemente a voler inculcare perniciose e sinistre teorie nelle giovani menti innocenti.

Nel frattempo, un paio di giorni fa, un'insegnante di storia e filosofia è stata messa alla pubblica gogna per le perniciose idee che esprime, sotto pseudonimo, nel suo blog.
Di questo scrive Leonardo nel suo blog, e non credo si offenda se gli rubo una paio di frasi.

Però, davvero, secondo voi la scuola funziona così? Cioè: credete davvero che abbiamo tutto questo tempo per parlare di Intifada, di camere a gas, di Togliatti e Berlusconi? Avete mai dato un'occhiata agli orari, ai programmi?[...]
La scuola italiana è refrattaria alla propaganda: l'insegnante medio lo sa, e non ha davvero nessun interesse a mescolare le sue opinioni col suo mestiere.
Trovo che abbia ragione. E trovo che sia ora di smetterla con quest'idea dell'insegnante "guru", il predicatore dalle cui labbra pendono classi intere di studenti, il plagiatore generazionale. Quello che attira con le idee rivoluzionarie di sinistra e diventa una guida all'attimo fuggente. E che può pure essere malpagato, visto che quella all'insegnamento è una vocazione a cui non ci si può opporre.
Caratteristiche che vanno a braccetto con l'esigenza di avere il Prof Inattaccabile, bianco come un giglio, senza idee strane per la testa, anzi, proprio senza idee. Coerente con la sua missione fuori e dentro la scuola. Come un prete, per l'appunto.

Balle, tutt'alpiù un insegnante può farti piacere quello che insegna. Ci sta anche che diventi un punto di riferimento dal punto di vista umano. Ma fermati lì.
E non è affatto detto che un prof entusiasta e empatico sia per forza un buon professore. Sennò i manuali di didattica, gestione della classe e pedagogia per cosa sarebbero stati scritti? Insegnare non è un talento divino, ma qualcosa che si impara, come qualunque altro mestiere. E come in qualunque altro mestiere si dovrebbe poter timbrare il cartellino e dedicarsi alla vita privata.

*     *     *

Ieri, venerdì, qua da noi in Germania è stata la giornata dei diplomati. Questo perché si sono appena conclusi gli esami di licenza superiore, giusto giusto prima delle vacanze di pasqua.

Una cosa in grande. Il palco allestito nella grande vasca interna. Tutti i ragazzi (dagli 11 ai 18 anni) a godersi lo spettacolo organizzato dai diplomati. Che hanno "costretto" i loro prof a sottoporsi a quiz, gare di mimo e danze improvvisate. Con tanto di "fascia" per i perdenti.

E mi son chiesta se dei prof italiani si sarebbero mai prestati a qualcosa del genere. Credo di no, troppa la paura di essere "vulnerabili".

Eppure tutto si è svolto con allegria e tranquillità, i ragazzi non hanno calcato la mano, hanno saputo non strafare, cosa che fanno spesso i nostri quando gli viene concessa qualche libertà in più.

Sono cose su cui riflettere.

giovedì 14 aprile 2011

Riflessioni estemporanee su argomento troppo vasto

Se non la capite è una specie di citazione da Gaber...

Nsomma oggi non ho tanto da fare, e così approfitto di un articolo di Asor Rosa sul Manifesto.
che la situazione attuale in italia non sia fantastica lo sappiamo. Insomma siamo con le pezze al culo. La domanda che assilla molti però è: perché?
Ossia, perché tanti italiani continuano sulla Strada Maestra del voler farsi male da soli? Perché gli italiani continuano a votare Berlusconi? Perché la democrazia fa così spaventosamente cilecca?

Ovviamente non lo so, non lo capisco neanch'io. A chi dall'estero me lo chiede rispondo che probabilmente si tratta di una specie di debito karmico che stiamo pagando. Ed è la risposta più logica che mi viene.


Certo, per carità, pure Berlusconi ha la propria assurda idea di democrazia. Che funziona più o meno come un quadro di Escher, in cui funziona tutto quello che non dovrebbe funzionare. E che coincide in questo caso con l'investitura divina/popolare. Lui non è eletto dal popolo, Lui è il popolo, e come divino pontifex agisce nel Giusto. In confronto la dittatura del ploretariato era roba da dilettanti.


Ma torniamo alla democrazia "quea vera". Asor Rosa sembra affermare che quando la democrazia fallisce, quando il sistema democratico si inceppa, quando è stato violentato e in qualche modo snaurato, non lo si può "riparare" dall'interno ma è necessario uscire dalle regole democratiche.

Verrebbe da dargli torto. Ma è possibile che la società italiana si renda conto del baratro e decida da sola di darsi una alternativa (trovandola una alternativa credibile)?
Non penso dovremo aspettare molto per saperlo. Sperando che nel frattempo la politica non si abitui troppo alle vacche grasse del berlusconismo.

martedì 29 marzo 2011

Prove tecniche: propaganda

Pubblicità di emettenti tedesche che indica Berlusconi come esempio. Negativo.

Siamo alle solite beghe di casa. Mentre il governo agisce da spettatore (divertito?) davanti a ogni fatto, nazionale e internazionale, che meriterebbe un minimo di attenzione, Silvio Berlusconi si occupa del suo affare principale: avere a che fare con la giustizia. Stavolta si reca in tribunale, a Milano, e indugia davanti al gazebo di ... come chiamarli, supporter? Ammiratori? Fans?

L'età media è altina. In ogni caso tutti sembrano convinti della sua innocenza. E stanno lì a dimostrare contro i cattivi giudici, col fiocchetto sulla giacca. Felici come ad una scampagnata.

E come ad una scampagnata l'organizzazione ha ben pensato di munirli di pranzo a sacco, panino e bottiglietta d'acqua. Più venti euro al giorno per il disturbo, più lo spettacolo del premier. Offerta da non buttar via, in mancanza di meglio da fare.
Consola pensare che protagonisti della veemente protesta immaginata da Moretti siano in realtà uomini di cartapesta.

*    *    *

Altra notizia di questi giorni: a Forum, la trasmissione Mediaset condotta da Rita Dalla Chiesa, c'è uno scontro marito-moglie, aquilani. La donna vorrebbe 25.000 euro per riaprire l'attività spiegando che all'Aquila tutto va bene, tutto è a posto, tutto sta riaprendo. E grazie e grazie ancora a Berlusconi, al governo, e, aggiunge la conduttrice, a Bertolaso. E vediamo già gli spettatori da casa fare sì sì con la testa.
Poi, grazie alla Rete, si scopre che i due litiganti non erano aquilani e che la signora ha ricevuto 300 euro per la comparsata.
La conduttrice Dalla Chiesa repica alle critiche dicendo che lei non fa spot al governo e che la trasmissione si limita a mandare in onda le storie dei concorrenti.

Ora, che la Dalla Chiesa non provi a darcela a bere, la trasmissione come tutta la "TV verità" è programmata e costruita a tavolino (De Filippi docet). E non credo che gli "attori" siano lasciati così liberi di improvvisare a proprio piacimento.
Ma soprattutto l'unica cosa che si può imputare a Forum stavolta è di averla fatta fuori dal vaso. Che certe trasmissioni e certe pubblicazioni siano fatte ad hoc per condizionare il pubblico è evidente. E così una trasmissione, che mette in scena due litiganti (spesso con storie assurde), in cui vi è un verdetto del giudice, ma anche un verdetto del pubblico. Una trasmissione in cui non si media ma in cui si decide "da che parte stare".

E poi vi è la figura del pubblico parlante, raffigurato come composto da persone di scarsa cultura, ma facenti parte del Popolo. Persone di cui il telespettatore si può fidare perché antitesi dell'azzeccagarbugli di manzoniana memoria, gente che non mente perché le manca l'interesse e la capacità per farlo. Gente genuina.
E questo pubblico (ancora una volta figurante pagato) che fa? Dà giudizi netti in maniera veemente, si schiera senza alcun dubbio con l'una o l'altra delle parti, esprime opinioni anziché ragioni, ed è più convincente quanto più mostra la propria convinzione. Ancora una volta mancano il ragionamento, il dubbio, la mediazione. Ed è un pubblico dotato di potere: il potere del "sassolino" che può accordarsi o no con il verdetto del giudice.

Nel frattempo in Italia si assiste a una radicalizzazione e a una estremizzazione dell'opinione pubblica. Così almeno si dice.
Che sia un caso?

martedì 1 marzo 2011

Corpo del reato


Non mi piace riprendere argomenti su cui già altri blog hanno scritto, ma stavolta devo dire che ne sento l'esigenza.
L'articolo è del Corriere, che quando ci si mette sa essere un campione di misoginia (e pure con aria inconsapevole). Riassunto: Treviso, terra di cattolicissimi e civilissimi padani. Una donna è ricoverata, è incinta, il piccolo in sofferenza fetale. I medici consigliano un cesareo. La donna decide di non sottoporsi all'operazione.
Fosse questo possiamo dire che la notizia non sussiste.

I medici cercano di convincere la donna, convincono il marito ma la donna permane non d'accordo con l'operazione.
Il primario si rivolge alla direzione sanitaria.
Il primario si rivolge alla magistratura.
Il primario fa intervenire la polizia.
Il marito firma per l'intervento grazie all'intervento della polizia.
La donna ha 21 anni.


La donna è del Burkina Faso.


L'articolista del Corriere termina con un riferimento alla situazione del neonato, che pare se la caverà.
L'articolista del Corriere non sottolinea in nessun modo la violenza che è stata fatta a questa donna nel momento in cui non voleva sottoporsi a una operazione. Non ha accennato al fatto che la volontà di questa donna sia stata calpestata per il fatto essere straniera. Non ha accennato al fatto che il corpo di questa donna sia stato violato per affermare il dovere di essere madre.

Agghiaccianti le dichiarazioni del primario Giuseppe Dal Pozzo:

Nel suo Paese il parto è possibile solo per via naturale anche a costo di pregiudicare la salute o la vita stessa del nascituro. Il marito della donna era d’accordo con noi, ma lei era irremovibile anche perché temeva che il cesareo le avrebbe pregiudicato la possibilità di avere figli in futuro. [...] Ho ritenuto che la presenza degli agenti fosse necessaria a tranquillizzare un po’ gli animi e così è stato. Anche grazie alla loro mediazione il marito ha firmato il consenso e intorno alle 15.30 il piccolo è nato».

Una donna impedita nella sua cacità decisionale da un primario, da un marito e da agenti di polizia. Una donna di cui è violata la privacy e la cui esperienza viene descritta come positiva.
Una brutta storia di misoginia, razzismo e pessimo giornalismo. E di strisciante fascismo.

domenica 20 febbraio 2011

A-civili

E' tardi e proprio non avrei voglia di scrivere. Si aggiunga il fatto che si tratta di un commento all'ultima sparata di Calderoli. E che, trattandosi di un mezzuccio per ottenere una qualche visibilità, la cosa più logica sarebbe non parlarne, considerarla l'assurità che è e Amen.
Per chi non sapesse di che sto blaterando: dopo aver più o meno inutilmente cercato di sabotare i prossimi festeggiamenti per il 150enario dell'Unità d'Italia (giusto per ricordarci che siamo in campagna elettorale), Calderoli ha affermato l'eresia: anche il primo maggio sarebbe il caso di passarlo al lavoro, essendo la festa di chi lavora. E a 'sto punto lasciamo che le braccia cadano ancora una volta da sole, contiamo fino a dieci e chiniamoci, con calma, a raccattarle.

*     *     *

Botta di nostalgia, vado a leggermi l'edizione locale del Corriere. Strano ma vero ci trovo una buona notizia: a una coppia gay, in quanto coppia, è stato fatto lo sconto di San Valentino per visitare una mostra di pittura, a Rovigo. Che messo così sembra ovvio ma tant'è. Resa nota, la cosa fa nascere reazioni politiche, proposte ecc. Commento di Antonello Contiero, segretario provinciale della Lega Nord: "Per il biglietto, facciamo conto ci sia stata una svista...".
No, non si tratta di sparate, a questi manca proprio il concetto di Società Civile...


Ah, e per le pressioni della Lega Nord nel decreto "milleproroghe" è previsto un trasferimento di fondi dalla ricerca oncologica alla copertura di multe europee, quelle sanzionate agli amici allevatori che si ostinano a sforare le quote latte e a non voler pagare. Ce ne vogliamo ricordare, prima del voto?

martedì 8 febbraio 2011

Tirare pietre



Subbuglio in Nord Africa. La Tunisia è riuscita a cacciare un dittatore. L'Egitto contro Mubarak continua a manifestare.
In Italia simpatizanti del Nuovo (Dis)Ordine Rivoluzionario Mondiale si entusiasmano con le rivoluzioni altrui come neanche a suo tempo con Cuba e le fantastiche avventure del Ché, auspicano sollevamenti di piazza che anche qua da noi portino all'esilio (e magari a piazzale Loreto) un terz'uomo dopo Benito e Bettino.

Situazione che, sinceramente, mi fa cadere le braccia. Non è sufficiente ricordare la totale insufficienza politica di questo governo? La politica estera ridicola, la politica economica del tutto assente (pare che sabato in nostro Sacconi si attaccherà alle gonne di Marchionne pregandolo di non andarsene, dopo aver considerato con sufficienza e godimento il ricatto FIAT alla classe operaia). Non basta ricordare la demolizione del potere giudiziario, i drammatici tagli a cultura, istruzione, ricerca che impediranno il progresso del Paese nell'immediato futuro? Davvero non basta tutto questo per persuadere gli italiani a mettere la croce al posto giusto?

Non è meglio parlare di alternativa nelle nostre piazze?


*     *    *


Nel frattempo mi arriva la notizia che le donne si stanno mobilitando per tornare in piazza contro la considerazione che si ha del corpo delle donne. Intellettuali si interrogano, giornalisti scrivono, femministe della prima e dell'ultim'ora si accodano. E c'è anche chi auspica un ritorno al buontempo antico, quando chi faceva la "professione" aveva il buon gusto di farlo con discrezione e invoca per le ragazze coinvolte un poco di cara, vecchia moralità.

Mi dà fastidio che la questione venga sollevata solo a causa degli scandali sessuali del premier. Mi dà fastidio che si invochino pietre per lapidare queste ragazze (e mi darebbe fastidio si invocassero per lapidare pure Berlusconi).

Mi dà fastidio che la questione si ancora una volta femminile. Da parte dei molti che solo oggi dicono qualcosa in proposito, non si cerca il collegamento tra la rappresentazione mass mediatica della donna in Italia e la condizione femminile. Si tralascia il maschilismo diffuso, la percentuale di violenze domestiche, la difficoltà di accesso al lavoro. Nel frattempo si cerca di proporre una rappresentazione di una donna per bene, di plastica, rifiutando l'idea che la condizione femminile rappresenti una questione sociale e non problema esclusivo di un genere.
Ho riflettuto sul fatto che nell'arem berlusconiano fossero presenti ragazze che vedevano nel vendersi l'unica forma per fare carriera nella vita. Mi ha dolorosamente stupito la mancanza di ambizione e di aspirazioni che ciò presuppone.


In ogni caso la soluzione non è tirare pietre.

venerdì 21 gennaio 2011

Adamo&Eva



Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell'albero, e io ne ho mangiato"

Certo, Elena Donazzan, assessore regionale della Regione Veneto, in quota Pdl, dimostra di conoscere benissimo la Bibbia che tanto caldamente invita a pubblica lettura nelle scuole. Ed è sicuramente consapevole del passo scritto sopra quando commenta:

M'indigna vedere ragazzette disposte a tutto: femmine buttate nel cesso. M'indignano le loro famiglie. Come donna e come politico: vorrei ci fosse un po' più di stile e non vedere certe tipe scosciate che sognano di fare politica...
Ora, a parte che una delle suddette "scosciate" è stata eletta nel suo partito come consiglere regionale in Lombardia, non si capisce perché, e parlo in generale, la colpa sia della decadenza dei costumi, delle "ragazzette disposte a tutto" e non piuttosto di chi alimenta la domanda di sesso a pagamento; considerando anche che questo mecenate dell'arte erotica, questo piazzista di giovanotte allegre, Lui insomma, non solo è maggiorenne e vaccinato, ma ha pure passato l'età pensionabile e con un incarico per di più istituzionale (e quindi di testa dovrebbe stare, cribbio, o non penseremo mica alla circonvenzione di incapace?)

Ma certo, c'è ancora chi crede che se un ragazzino si droga la colpa è dello spacciatore fuori dalla scuola....