lunedì 20 ottobre 2008

Ferrara dove seeeiiiiii!!!!!




Anch'io, devo dire, mi son fatta contagiare dal "fenomeno interattivo dell'anno" e mi sono iscritta a Facebook, che poi ad altro non serve che a scambiarsi le cazzatine con gli amici, fare test per lo più stupidi, mettere foto in cui io son venuta bene e gli altri male, mantenere una amicizia virtuale con gente che non vedo da una vita (e se non la vedo da una vita il motivo ci sarà) e instaurare amicizie virtuali con tipi di cui un'ora dopo non mi ricorderò più nulla (ma che vengono buoni per mandargli le sopracitate cazzatine).

Fin qui nulla di strano, sono in buona compagnia. E in buona compagnia ero pure ieri notte quando trascinata dal facebook-entusiasmo sono andata con l'Alberta e un reticente Valerio alla festa di Facebook di Ferrara.
La festa l'han fatta al Pomodoro, locale che devo dire non è malazzo, solo che è scandalosamente piccolo per quello che doveva essere un evento. Così la decantata area riservata in realtà non era altro che un pianerottolo e le bevande tanto promesse erano presenti in quantità ridicola (4 bottiglie di spumante e 7 caraffine di intrugli vari), se non altro la prima consumazione era omaggio (e vorrei anche vedere con 10 euro di entrata pagati anticipati...).

Ma quel che più è stato deludente è che nulla faceva pensare a una festa o a una serata organizzata in maniera particolare. Ma a far un minimo di animazione ci voleva tanto?
A far la solita lotteria di magliette, cappellini e gadget vari prendendo pubblicamente per il culo i vincitori, far vestire le cubiste col logo Facebook, dare il numero dei presenti, insomma le solite cavolate che danno l'impressione di una organizzazione.
Tirando le somme l'evento venne improvvisato e malamente, diciamo che la serata non è stata un disastro solo per la compagnia (che comunque frequento da anni e certo non grazie al "mitico Facebook").

martedì 16 settembre 2008

Troiaggine


Antonio Corradini - La Verginità


La vergine che 'l fior, di che più zelo
che de' begli occhi e della vita aver de',
lascia altrui corre, il pregio ch'avea inanti
perde nel cor di tutti gli altri amanti.

Ludovico Ariosto - Orlando Furioso


Da quel che emerge dai mezzi di comunicazione pare che fare il mestiere più antico del mondo sarà sempre più difficile. Almeno per chi ha "l'ufficio" direttamente in strada. Tra i divieti comunali che spuntano come funghi e il futuro decreto Garfagna (che scaglia la prima pietra, per quanto sul suo essere senza peccato qualche dubbio sia lecito nutrirlo), attività come l'adescamento, la promozione di se stessi e la giusta contrattazione sul campo saranno (pare) sanzionate.
Quand'è così capiamo giustamente come sia lecito chiudere la stalla prima che scappino gli ultimi buoi. Ossia proporre le ultime transazioni prima che sia troppo tardi. E una fanciulla sveglia queste cose le afferra eccome...

Mi riferisco a Francesca. Che non è mia conoscente (come avrete pensato voi disdegnatori di gossip...) ma detta showgirl della foto. Insomma, la belloccia che ha partecipato all'ultimo Grande Fratello e che senza arte nè parte gode per il momento a presenziare con la sua immagine patinata cabine di camionisti, officine e vari ambienti dove ogni altra presenza femminile è rigorosamente interdetta.

Conscia di tanto merito la pulzella, custode di una verginità che in certe situazioni inizia forse a starle un po' stretta, ha pensato bene di monetizzare la cosa vendendo all'asta la propria fresca e matutina rosa per la ragguardevole somma di un milione di euro.
Mia riflessione personale: puttana è, in fondo è solo una questione di prezzo. Speriamo solo che adesso vada fino in fondo, che come mossa pubblicitaria è davvero, davvero triste.

Il notevole articolo su La Repubblica qui

Ferie/2



...per me non ha prezzo il profumo
del rosmarino, nè quello della lavanda
nè l'odore profano dei mirti
alla chiesetta di Portonovo, così
pudica
da nascondersi tra i pini e gli ulivi...


Ebbene sì, siamo a metà settembre, la temperatura si è abbassata e non di poco, ho i piedi gelati, ho messo a letto la coperta e ancora devo pubblicare il post con le mie ferie al mare... Ahh, che nostalgia, nostalgia canaglia...
Dunque quest'anno me ne sono partita sola soletta (che tanto la compagnia la si conosce sul posto) con destinazione Ancona e dintorni. Perchè Ancona?

Intanto c'è il Parco del Conero, il promontorio sul mare (e guarda che mare!!!), zona protetta dove si possono ammirare gioiellini come la chiesetta di Portonovo.

Poi poco lontano ci sono le grotte di Frasassi, dove vi conceranno come nella foto allo scopo di farvi provare sensazioni "speleologiche". E lì attorno c'è pure il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi, dove se non siete pigri come me potrete fare delle belle escursioni (e trovate in internet tutti i sentieri http://www.parcogolarossa.it/escursioni/FrameMenu.asp).

Nell'entroterra poi potrete trovare paesi incantevoli come Fabriano, dove ho visitato il Museo della Carta e della Filigrana e ho imparato qualcosa in più su come si fanno i soldi (anche se all'atto pratico non è che mi serva a molto, purtroppo...).

Insomma se qualcuno mi chiede ancora "Perché proprio ad Ancona?"... gli arrivano un po' di insulti...

Ah, e adesso pago qualche debito:
dunque devo fare pubblicità all'Ostello della Gioventù, dove mi son trovata davvero bene e dove ho conosciuto delle belle persone.
Secondo: devo fare pubblicità ad un ristorantino carino, "Al Carettiere" a Fabriano, dove mi hanno fatto un onestissimo menù fisso primo-secondo-contorno-acqua e quartino di rosso a €13,20. E mi hanno pure offerto il caffè...

Qui sotto trovate le foto, al solito cliccate sull'immagine, vi manderà a Picasa.



Da Ancona e provincia

martedì 26 agosto 2008

Ferie/1





Eccomi al resoconto di come ho passato direi splendidamente questo mese di agosto. Vedendo posti nuovi come sempre in classe economy.
Questa volta vi sottopongo qualcosa in stile Alberto Angela, una autentica meraviglia della natura (...) di quelle che l'uomo resta a guardare pensando fra sè e sè "Ostia..." (ovviamente nel caso l'individuo in questione sia veneto o spagnolo o hispanoveneto).

Ma andiamo con ordine: un paio di settimane fa ho raggiunto mio padre in quel di Brunico approfittando per un paio di giorni dell'ospitalità che mi ha offerto. Questa breve vacanza si profilò subito beona con fondamentali note gastronomiche (tipo caprolo in umido con la polenta e i finferli e canederli di spinaci al formaggio. Aahhh...). Finchè scoprii per caso che lì vicino si trovava la suddetta meraviglia: le piramidi di terra di Perca di Brunico. E sono riuscita a trascinare a vederle anche mio padre e la Luciana.

Come dice il nome si tratta di una serie di spuntoni di terra coperte ciascuno da una pietra a mo di cappello. Si sono formate, in epoca neanche tanto antica, a causa di una frana. Acqua, vento e neve hanno poi fatto il resto scavando quel che c'era da scavare.


Se siete schiavi della pigrizia come me sappiate che ci si arriva vicini vicini con una strada asfaltata. Se poi avete voglia di camminare in mezzo ai boschi sentieri ce ne sono e anche belli ripidi...

Per ulteriori foto vi rimando al solito picasa, abbiate la compiacenza di cliccare nella foto qui sotto.

Piramidi di terra

giovedì 14 agosto 2008

Non expedit


Non so se con maggiore sorpresa o disappunto ho assistito in questi giorni alla levata di scudi contro il settimanale cattolico Famiglia Cristiana. La rivista, rea di essersi ripetutamente schierata contro le politiche dell'attuale governo, è stata presa di mira da esponenti dello stesso, della maggioranza e da vari mezzi di informazione che ne sono più o meno dichiaratamente portavoce.

Quello che più mi colpisce è che non capisco dove sia lo scandalo. Visto che diversi fra quotidiani e periodici più o meno schierati tra il Corriere della Sera e Liberazione si sono permessi toni analoghi o forse anche più duri.

O forse è motivo di scandalo che un giornale dichiaratamente cattolico si permetta di criticare una parte politica che vuole rappresentare un certo cattolicesimo? Ossia quello ipocrita, bigotto e più legato alle gerarchie (e a comunione e liberazione e all'Opus Dei)? Si torna dunque al vecchio scontro chierico-fascisti contro cattocomunisti?
Ne ho la riprova leggendo nel quotidiano Libero (che proprio proprio libero non direi) l'articolo di Renato Farina:

"Mentre il Papa vede Tremonti, Famiglia Cristiana (che pubblica e vende le encicliche del medesimo Papa) attacca il governo. Non c'è da preoccuparsi però. Non saranno tali quisquilie a mandarlo via [Don Antonio Sciortino, direttore di F.C.]. In passato sì che Famiglia Cristiana ha portato acqua, dalla fine della Democrazia Cristiana in poi, alla sinistra..."
Libero, mercoledì 13 agosto 2008, p.10

Insomma, chi glielo fa fare a un settimanale cattolico, venduto in molte chiese, per di più come dice il nome rivolto alle famiglie, di impicciarsi di politica? Che hanno a spartire pie donne velate con certe beghe? I comunisti, quelli si che bisogna starne lontani, quei mangiapreti che la religione è l'oppio dei popoli...

O che forse, nonostante sia un settimale cattolico edito dalla San Paolo, che Famiglia Cristiana sia rimasta l'unica stampa libera in questo nostro paese?

http://www.sanpaolo.org/fc/default.htm

domenica 15 giugno 2008

Terroni



Qualche ora fa è uscita la notizia che un deputato gallese è stato costretto alle dimissioni per aver definito gli italiani "greasy wops", che sinceramente non saprei come tradurre ma che credo suoni decisamente male.

Del resto sappiamo bene come sia credenza di noi italiani che i rumeni siano delinquenti, zingari e puttane, e ancora su scala nazionale molti al nord chiamano ancora gli italiani del sud terroni. Si dice che in passato i tedeschi trattassero i nostri connazionali in Germania peggio che gli immigrati extracomunitari e tuttora pare non abbiano una grande opinione di noi. I francesi godono della reputazione di sporchi e arroganti, mentre degli inglesi si dice siano i peggiori amanti d'Europa.

Tutto il mondo ci chiama mafiosi. Tutti dicono che dell'Italia amano il cibo. Parla di Spagna e ti risponderanno "Olè".

Viviamo di luoghi comuni che sconfinano nel razzismo. E non riusciamo a costruire una identità europea. Continuiamo a guardare con sospetto al nostro vicino.

La maglietta che porto in questo momento probabilmente è stata fatta in Cina o in Romania e porta la scritta "Made in Italy". I miei pantaloni sono stati fatti in Tunisia, le mie scarpe in Tailandia.
Le speculazioni internazionali fanno sì che il lavoro debba costare sempre meno mentre il prezzo del petrolio e dei generi alimentari cresce di giorno in giorno. Le merci fanno il giro del mondo per arrivare nelle nostre case. E noi non sappiamo difenderci da questa assurda globalizzazione.

I soldi non hanno odore. E a quanto pare non badano alla nazionalità.


Hace unas oras saliò la noticia que un diputado del Galles (presionado por la parte polìtica contraria) se ha dimitido por haber injuriado los italianos. Nos ha definido "greasy wops", que no se como traducir pero puedo asegurar que no sona bièn. De todas maneras yo sè que nosotros italianos creemos que los rumanos sean todos gitanos, ladrones y putas, mientras que los italianos del norte todavìa llaman los italianos del sur "terroni" y creen que sean vagos. Se dice que los alemanes tratasen nuestros connacionales que trabajaban en Alemania peor que los inmigrantes africanos y parece que todavìa no tengan gran opiniòn de los italianos. Los franceses pasan por ser sucios y creìdos, los ingleses como los peores en la cama.

Todo el mundo nos llama mafiosos. Todos dicen que adoran la comida italiana. Habla de espaNa y te responderan Olè.


Vivimos de lugares comunes que confinan con el racismo. Y no logramos construir una identidad europea. Continuamos a mirar suspechosamente nuestro vecino.

La camiseta que llevo en este momento probablemente ha sido hecha en china y lleva la etiqueta "Made in Italy", mis pantalones son de Tunisia, mis zapatos de Thailandia. Las especulaciones internacionales hacen que el trabajo cueste menos, el petroleo y la comida aùn màs y que las mercancìas viajen de una parte a la otra del mundo. Y no logramos defendernos de este sistema de globalizaciòn.
El dinero no tiene olor. Tampoco tiene nacionalidad.

sabato 17 maggio 2008

Il prezzo del lavoro




Il pulsante venne premuto e si udì un ronzio crepitante.

I due terrestri si chinarono ansiosi sulla loro creatura.(...) Alla fine
la sua voce, incerta ed esitante, uscì fuori distintamente

- Vorrei cominciare a lavorare. Dove devo andare?
Donovan corse alla porta - Scendi giù da queste scale - disse.
- Ti sarà poi detto cosa devi fare.
I. Asimov


La settimana scorsa ero con mia madre a fare un giretto nel più grande centro commerciale di Rovigo, quando vidi su di una vetrina uno strano annuncio. "Cercasi stagista".
Mi sembrò strano. Poi mi dissi che magari lo stage era per diventare direttore di punto vendita o vetrinista o qualcosa del genere. Comunque per curiosità andai a chiedere.
Mi venne risposto che per accedere allo stage l'unico requisito era di non aver avuto esperienza lavorativa nel settore e che era richiesto un impegno di quaranta ore settimanali con un rimborso spese di 300 euro mensili. Il tutto per vendere mutande e costumi da bagno, lavoro per il quale, non c'è che dire, è necessario un addestramento di tre mesi e una alta specializzazione. Il tutto con la possibilità di essere successivamente assunti, visto che "c'è bisogno di personale" (sic!).

Ormai non c'è che dire, il vecchio contratto di apprendistato o di formazione e lavoro non conviene più al datore di lavoro che si trova (poverino) a dover pagare anche i contributi al dipendente. Mentre con uno stage si ritrova con l'unico obbligo di dare copertura assicurativa al tirocinante; inoltre se è fortunato può accedere ai fondi per la formazione stanziati dalle diverse istituzioni. Senza poi l'obbligo di assunzione (e ci mancherebbe!!!). Assistiamo così ancora una volta all'emergere di contratti che nati per esigenze più che legittime vengono adattati a sostituire rapporti regolari di lavoro (contratti a tempo determinato o di apprendistato che esistono e sono nati per la formazione lavorativa).

Ieri notte in televisione ho visto una intervista al nuovo ministro de lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi. Collaboratore di Marco Biagi ha sottolineato la sua intenzione di applicare interamente il progetto del giuslavorista, esaltando flessibilità e meritocrazia come rimedi al lavoro nero e all'evasione contributiva. Peccato che a minori garanzie corrispondano maggiori insicurezze e che i datori di lavoro molte volte preferiscano a chi ha maggiori capacità ed esperienza chi si adatta a lavorare di più facendosi pagare meno.

La semana pasada, estuve dando un paseo con mi mama en el principal centro comercial de mi ciudad, cuando vi un anuncio en un escaparate. "Se precisa becario para practica".
Me pareciò un poco estraNo. Pensè fuese, yo que sè, una practica para convertirse en encargado o quizà en director de tienda u otra actividad para la cual es util una especializaciòn. Asì que por curiosidad entrè a preguntar.
Me contestaron que para aceder a la practica el candidado no tenìa que haber trabajado antes en una tienda, que se trataba de tres meses por un trabajo de quarenta oras semanales y con un reembolso de 300 euro por mes (algo màs de 2 eurazos por ora, mientras que un inmigrante explotado cobra 3 euros). El todo para aprender a vender bragas y baNadores, trabajo para hacer el cual es obvio que sirva una larga experiencia y tres meses de aprendizaje. Bueno, habìa la probabilidad de tener despuès una ocupaciòn ya que la tienda "necesitaba personal".

Asì que ha aprendido que esto es el periodo de las practica o stages. porque un contracto de trabajo regular como aprendiz ahora va a costar demasiado al jefe que ademàs tiene que pagar la seguridad social, mientras con una beca de trabajo tiene la unica obligaciòn de pagar un seguro al joven y desesperado trabajador, y si es afortunado puede aprovechar de fondos que la diferentes instituciones meten a disposiciòn para la formaciòn.


Ayer en televisiòn he visto una entrevista al nuevo ministro del trabajo Maurizio Sacconi, que ha exaltado la flexibilidad como remedio a la fraude fiscal y al trabajo illegal. Yo solo he visto que a menores garantìas corresponde màs desesperaciòn y reducciòn del sueldo. Y muchas veces a valor y experiencia se prefiere la disponibilidad a trabajar màs oras cobrando menos.