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martedì 4 ottobre 2011

In squero

E così sono a casa. Prima del mio ritorno avrei voluto scrivere su quanto è bella la Baviera, postando foto dei bassi monti innevati dell'Altmühltal, parlando della chiesa fortezza di Kinding e dei campi di luppolo, di Beilngries e dei suoi campanili che svettano in verde e oro. Avrei voluto parlare degli amici che ho trovato là e del Caffè Veneto, ritrovo di varia umanità italica, e di una cena a base di lumache in umido e vin rosso e 24 mila baci a far colonna sonora che pareva di stare dentro a un film. E di quelle strade che attraversano boschi e altipiani su cui uno non vorrebbe smettere di andare mai.

Avrei voluto fare tanto e vedere tante cose. E ora, dopo nove mesi, mi vivo la stranezza di stare a casa in via provvisoria.

In attesa di partire, un'altra volta, per un'altra destinazione. Si va a Barcellona, sto giro ci si dovrebbe fermare tre anni, salvo eventuali, immancabili imprevisti. 
Facciamo le valigie e prepariamoci. Dopotutto domani è un altro viaggio. 

 

venerdì 7 agosto 2009

Spagna


Eccovi le foto della mia lunghissima vacanza un po' qua un po' là per la Spagna. Scampoli vari di 14 intensissimi giorni.



Spagna 2009

sabato 18 aprile 2009

Fuori Porta



Martedì scorso ho approfittato con Rossella per fare una piccola gita in quel di Ravenna, tra mausolei, battisteri e soprattutto mosaici. Una sorpresa è stata la Domus dei Tappeti di Pietra, e la considerazione di quanta pazienza, quanta per metter giù tesserina a tesserina...
Un link se ci volete fare un giro anche voi: sito veramente ben fatto.
http://www.turismo.ra.it/

martedì 16 settembre 2008

Ferie/2



...per me non ha prezzo il profumo
del rosmarino, nè quello della lavanda
nè l'odore profano dei mirti
alla chiesetta di Portonovo, così
pudica
da nascondersi tra i pini e gli ulivi...


Ebbene sì, siamo a metà settembre, la temperatura si è abbassata e non di poco, ho i piedi gelati, ho messo a letto la coperta e ancora devo pubblicare il post con le mie ferie al mare... Ahh, che nostalgia, nostalgia canaglia...
Dunque quest'anno me ne sono partita sola soletta (che tanto la compagnia la si conosce sul posto) con destinazione Ancona e dintorni. Perchè Ancona?

Intanto c'è il Parco del Conero, il promontorio sul mare (e guarda che mare!!!), zona protetta dove si possono ammirare gioiellini come la chiesetta di Portonovo.

Poi poco lontano ci sono le grotte di Frasassi, dove vi conceranno come nella foto allo scopo di farvi provare sensazioni "speleologiche". E lì attorno c'è pure il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi, dove se non siete pigri come me potrete fare delle belle escursioni (e trovate in internet tutti i sentieri http://www.parcogolarossa.it/escursioni/FrameMenu.asp).

Nell'entroterra poi potrete trovare paesi incantevoli come Fabriano, dove ho visitato il Museo della Carta e della Filigrana e ho imparato qualcosa in più su come si fanno i soldi (anche se all'atto pratico non è che mi serva a molto, purtroppo...).

Insomma se qualcuno mi chiede ancora "Perché proprio ad Ancona?"... gli arrivano un po' di insulti...

Ah, e adesso pago qualche debito:
dunque devo fare pubblicità all'Ostello della Gioventù, dove mi son trovata davvero bene e dove ho conosciuto delle belle persone.
Secondo: devo fare pubblicità ad un ristorantino carino, "Al Carettiere" a Fabriano, dove mi hanno fatto un onestissimo menù fisso primo-secondo-contorno-acqua e quartino di rosso a €13,20. E mi hanno pure offerto il caffè...

Qui sotto trovate le foto, al solito cliccate sull'immagine, vi manderà a Picasa.



Da Ancona e provincia

martedì 26 agosto 2008

Ferie/1





Eccomi al resoconto di come ho passato direi splendidamente questo mese di agosto. Vedendo posti nuovi come sempre in classe economy.
Questa volta vi sottopongo qualcosa in stile Alberto Angela, una autentica meraviglia della natura (...) di quelle che l'uomo resta a guardare pensando fra sè e sè "Ostia..." (ovviamente nel caso l'individuo in questione sia veneto o spagnolo o hispanoveneto).

Ma andiamo con ordine: un paio di settimane fa ho raggiunto mio padre in quel di Brunico approfittando per un paio di giorni dell'ospitalità che mi ha offerto. Questa breve vacanza si profilò subito beona con fondamentali note gastronomiche (tipo caprolo in umido con la polenta e i finferli e canederli di spinaci al formaggio. Aahhh...). Finchè scoprii per caso che lì vicino si trovava la suddetta meraviglia: le piramidi di terra di Perca di Brunico. E sono riuscita a trascinare a vederle anche mio padre e la Luciana.

Come dice il nome si tratta di una serie di spuntoni di terra coperte ciascuno da una pietra a mo di cappello. Si sono formate, in epoca neanche tanto antica, a causa di una frana. Acqua, vento e neve hanno poi fatto il resto scavando quel che c'era da scavare.


Se siete schiavi della pigrizia come me sappiate che ci si arriva vicini vicini con una strada asfaltata. Se poi avete voglia di camminare in mezzo ai boschi sentieri ce ne sono e anche belli ripidi...

Per ulteriori foto vi rimando al solito picasa, abbiate la compiacenza di cliccare nella foto qui sotto.

Piramidi di terra

lunedì 25 febbraio 2008

Obrigado



Cartolina di Lisbona

Ho riincontrato un libro. Prestato e non più restituito mi ha salutato ieri da uno scaffale di supermercato. E ci siamo ritrovati.

Il titolo è Sostiene Pereira; l'autore Antonio Tabucchi, e personalmente credo sia uno dei più bei romanzi italiani del secolo appena passato.

Bello per me perchè parla di Lisbona, città che ho conosciuto e amato. E per me Lisboa è la Praça do Comercio che si apre in un generoso abbraccio ad accogliere il Tago. Sono le stradine lastricate che si inerpicano, le case ricoperte da azulejos. E il rito della jinja, l'odore delle sardinhas asadas e il gusto asprigno e sabbioso che lascia in bocca il vinho verde...


Ma Sostiene Pereira è anche la rassicurante abitudine di una vita triste, che dietro la trincea della letteratura coltiva il ricordo di una moglie fragile e amata, di una giovinezza forte e passata. Sono gli anni più cupi nella storia della nostra Europa. E' un ragazzo che amava troppo la vita per scrivere di morte.

E' la brezza atlantica, che dissolve l'afa opprimente della non vita...


He reencontrado un libro, prestado y nunca devuelto. Y ayer me saludò desde el estante de un supermercado (y tuvo que comprarlo). Creo sea una de las mejores novelas italiana del siglo que acaba de pasar, es "Sostiene Pereira" de Antonio Tabucchi.

Me gusta porquè habla de Lisboa, que para mi es la Praça do comercio, generosa come un abrazo que acoge el Tago. Son la callecitas enlosadas, las casas encubiertas de azulejos. Es el ritual de la jinja, el olor de las sardinhas asadas, el sabor agrio y arenoso que deja en la boca el vinho verde.

Pero Sostiene Pereira es tambièn el alentador hàbito de una vida triste, que se atrinchera detràs de la literatura a acariciar los recuerdos de una mujer fragil y querida, de una juventud fuerte y pasada. Son los aNos màs obscuros de la historia de nuestra Europa. Es un chico que querìa demasiado la vida para escribir de muerte.

Es la brisa atlàntica que desuelve el bochorno agobiante de la no-vida...



Cabo da Roca - Portogallo