domenica 8 febbraio 2009

Sulla pelle di Eluana




Sulla pelle di Eluana c'è uno scontro istituzionale, c'è l'ingerenza vaticana, c'è lo schieramento trasversale.
Sulla pelle di Eluana c'è l'accusa alla famiglia di volersene disfare.
Sulla pelle di Eluana ci sono i salotti televisivi, le opinioni degli esperti, le discussioni in merito. C'è il Laicismo e il Clericalismo e l'Ateismo a voler puntualizzare.
Sulla pelle di Eluana c'è il Giudizio Universale, c'è il Sondaggio Popolare, c'è la parte del Giusto e i Massimi Sistemi , c'è la Questione di Principio.

Sulla pelle di Eluana mancano la compassione, la comprensione, il silenzio. Manca l'accettare che la decisione, giusta o sbagliata che sia, sia già stata presa da chi ne aveva il diritto. Lei.

sabato 10 gennaio 2009

Revisionismo o relativismo?




Mi capita a volte di rimanere basita di fronte a certe notizie. Per due motivi: 1- non riesco a capire come i "nostri" rappresentanti in parlamento abbiano così poco da fare tra crisi economica e riforme per occuparsi di taluni temi, 2 - come possano avere la faccia tosta di proporre leggi del genere, nella fattispecie questa qui.

In soldoni, si tratta di una proposta di legge della maggioranza che prevede una sorta di vitalizio di 200 euro l'anno per coloro che combatterono tra il 1940 e il 1945. Niente di male, si potrebbe pensare, almeno per chi se li può ancora godere. Peccato che questo vitalizio sia previsto anche per i repubblichini di Salò. Insomma una sorta di onorificenza da dare a tutti, militari partigiani e repubblichini, tanto s'era tutti in buona fede.

E qui mi sorge il dubbio: si tratta di un tentativo per minare la tradizione antifascista della nostra Repubblica, di revisionismo storico? Si vorrebbe dire insomma che le camicie nere avranno anche fatto qualche ragazzata ma tutto sommato erano bravi giovani? O c'è dell'altro, o è una lezione relativismo, etico e politico? Può la buona fede (ammesso che chi combatteva contro i propri connazionali, a fianco dei tedeschi che occupavano l'Italia, possa essere in buona fede) giustificare tali scelte? Io credo di no. Si può essere comprensivi, ma non si può negare la responsabilità individuale di fronte alla libera decisione di schierarsi.

Una risposta mi sa che viene proprio dall'intento dichiarato di questa legge:

"Solo partendo da considerazioni contingenti e realistiche è finalmente possibile quella rimozione collettiva della memoria ingrata di uno scontro che fu militare e ideale, oramai lontano, eredità amara di un passato doloroso, consegnato per sempre alla storia patria."
Rimozione collettiva della memoria. Spazzare via quel pezzo di storia che non piace, nasconderlo, dimenticarlo. Ormai è storia, è roba vecchia. Quel che conta è l'oggi, è il realismo che va contro l'idealismo.

" attribuiamo al progetto di legge in esame un forte valore simbolico e sociale, che valga a superare tutti gli steccati ideologici che hanno reso difficile per troppi anni la possibilità di riconoscere socialmente i meriti e il sacrificio di coloro che hanno combattuto consapevolmente per il Tricolore"
O forse si vuole togliere ogni misura di merito? Ogni riferimento a ciò che è giusto e ciò che è sbagliato? Cancellare ogni metro di giudizio?

Forse sono cose vecchie e come molti pensano, poco importanti. Ma dimenticare il passato ed eliminare i fondamenti ideologici sono due facce della stessa medaglia. Fanno sì che tutto sia relativo, tutto sia uguale. Tolgono il metro di misura per giudicare il presente. E se tutto è relativo niente è giusto, niente è sbagliato, esiste solo l'utile personale. Che se ci pensiamo è un po' l'andazzo generale della nostra società.

domenica 23 novembre 2008

Bronzi di Riace


Beh, credo che l'immagine parli da sola...
Per chi non li conoscesse sono i fratelli Bergamasco, militanti nella Nazionale Italiana di rugby.
Sport interessante per diversi motivi... e poi vuoi mettere questi due con Totti o con Del Piero?
Niente da dire, esteticamente non c'è paragone....

martedì 4 novembre 2008

Doxa ed Epistème


Paola Binetti

e|pi|stè|me s.m. e f. TS filos., nella gnoseologia classica, la conoscenza
oggettiva, scientifica, in contrapposizione
alla conoscenza basata sull’opinione soggettiva
De Mauro - dizionario della lingua italiana


Mi scuso con i filosofi per aver preso a prestito queste precise categorie. Anche perché vorrei parlare di qualcosa che non è esattamente filosofico: la Binetti e la libertà di opinione.

Per chi in questo momento non ricordasse, Paola Binetti è una parlamentare del Pd, corrente teodem, ormai famosa per le sue infelici esternazioni. L'ultima delle quali riguarda l'omossesualità e il sacerdozio:

«Quindi queste tendenze omosessuali fortemente radicate presuppongono la presenza di un istinto che può risultare incontrollabile. Ecco: da qui scaturisce il rischio pedofilia. Siamo davanti ad un' emergenza educativa...»

Di fronte a tali deliri qualcuno nel partito e fuori si è risentito, e molto. Così che la nostra teodem si è sentita in dovere di ritrattare. Oddio, ritrattare è una parola grossa. Insomma si è esibita in un'altra esternazione per salvare capra e cavoli. Di cui però personalmente non ho capito molto:

«Il mio era un criterio di prudenza, che sottolineava il rischio che si poteva presentare in alcuni possibili preti omosessuali, anche per la tipologia di compiti di formazione accanto ai giovani: non a caso la vicenda americana conferma in alcuni casi questa ipotesi. Il vero dramma è la pedofilia, che presuppone manipolazione, quando non aperta violenza. Ma non ho mai pensato, neppure remotamente, a qualsiasi possibile forma di sovrapposizione con gli omosessuali, se non in via di rischio ipotetico».

Che significhi questo "rischio ipotetico"non l'ho capito, o forse rifiuto di capirlo. Comunque a mettere ordine nel pollaio c'ha pensato il padrone di casa, Walter Veltroni, che certo ha detto che l'opinione della Binetti non appartiene al partito ma è personale e sbagliata e che il partito ha ben altre idee. Ma ha anche aggiunto:

«in un grande partito come il Pd non possono esistere "reati d'opinione" o processi per idee che vengano espresse»

Il che vuol dire che ormai anche dentro al Pd se uno dice una falsità o semplicemente una cazzata non può essere censurato o criticato. Perchè ormai non esiste che una cosa sia vera o falsa, si tratta di opinioni che hanno tutte uguale dignità e diritto.
Personalmente non so a voi, ma a me i conti non tornano...

P.s. Giusto per le fonti: le citazioni sono state prese dal Corriere edizione on-line. Che vi invito a visitare per farvi un'idea più precisa...

Gianni!!! Vai con l'ottimismo!!!



Non voglio ricordare la P2. Non voglio ricordare il conflitto di interessi. Ma quel che è certo è che Rai3, detta anche la nostra telekabul, l'ultimo baluardo dell'informazione "libera per quanto possibile" è stata vittima nelle ultime ore di un duplice attacco.

Il primo forse l'avrete visto nei telegiornali di oggi. Un gruppo di giovani facinorosi e destraioli che hanno tentato di raggiungere la redazione di "Chi l'ha visto?". Lo scopo dell'incursione non è chiaro ma immaginabile, la trasmissione aveva infatti trasmesso un video inedito sui fatti di Piazza Navona e i giovani di "Blocco Studentesco" non avevano gradito. Così scavalcando gli ormai mitici tornelli hanno deciso di farsi una passeggiata negli uffici della Rai. Inoltre per rendere ben chiara la posizione ci certi ambienti sulla questione, sono arrivate in trasmissione telefonate di minaccia ai redattori.

Il secondo attacco sembrerebbe più "soft" ma per certi versi molto più inquietante. Viene da Marcello Dell'Utri, esponente di spicco della corte del Cavaliere. Nella sua intervista a "KlausCondicio", trasmissione in onda su youtube, ha messo il dito nella piaga. Il tg3 non diffonde ottimismo. Del resto l'ha detto anche Berlusconi che bisogna diffondere l'ottimismo, ma il tg3 con le sue facce un po' gotiche, un po' troppo dark, insiste a dare una visione negativa della vita. Per Dell'Utri è una questione di approccio stilistico, ma è chiaro che se poi la testata si occupasse un po' più di gossip e di costume e società si sarebbe tutti un po' più felici e ottimisti.
In fondo come diceva la pubblicità l'ottimismo è il profumo della vita...

lunedì 20 ottobre 2008

Ferrara dove seeeiiiiii!!!!!




Anch'io, devo dire, mi son fatta contagiare dal "fenomeno interattivo dell'anno" e mi sono iscritta a Facebook, che poi ad altro non serve che a scambiarsi le cazzatine con gli amici, fare test per lo più stupidi, mettere foto in cui io son venuta bene e gli altri male, mantenere una amicizia virtuale con gente che non vedo da una vita (e se non la vedo da una vita il motivo ci sarà) e instaurare amicizie virtuali con tipi di cui un'ora dopo non mi ricorderò più nulla (ma che vengono buoni per mandargli le sopracitate cazzatine).

Fin qui nulla di strano, sono in buona compagnia. E in buona compagnia ero pure ieri notte quando trascinata dal facebook-entusiasmo sono andata con l'Alberta e un reticente Valerio alla festa di Facebook di Ferrara.
La festa l'han fatta al Pomodoro, locale che devo dire non è malazzo, solo che è scandalosamente piccolo per quello che doveva essere un evento. Così la decantata area riservata in realtà non era altro che un pianerottolo e le bevande tanto promesse erano presenti in quantità ridicola (4 bottiglie di spumante e 7 caraffine di intrugli vari), se non altro la prima consumazione era omaggio (e vorrei anche vedere con 10 euro di entrata pagati anticipati...).

Ma quel che più è stato deludente è che nulla faceva pensare a una festa o a una serata organizzata in maniera particolare. Ma a far un minimo di animazione ci voleva tanto?
A far la solita lotteria di magliette, cappellini e gadget vari prendendo pubblicamente per il culo i vincitori, far vestire le cubiste col logo Facebook, dare il numero dei presenti, insomma le solite cavolate che danno l'impressione di una organizzazione.
Tirando le somme l'evento venne improvvisato e malamente, diciamo che la serata non è stata un disastro solo per la compagnia (che comunque frequento da anni e certo non grazie al "mitico Facebook").